Paura di fare video sui social: come superarla iniziando a metterci la faccia

Paura di fare video sui social: come superarla iniziando a metterci la faccia

Come si supera la paura di fare video?

La risposta più semplice è anche quella più scomoda: iniziando a farli.

Non quando vi sentirete perfetti.
Non quando avrete la luce giusta, la voce giusta, la frase giusta.
Non quando avrete trovato il coraggio definitivo, quello bello solido, quello da film motivazionale con musica epica in sottofondo.

Si comincia prima.

Anche da una prima prova brutta.
Anche da un video in cui vi sentite impacciati.
Anche da quella sensazione fastidiosa di essere troppo esposti, troppo visibili, troppo giudicabili.

Perché sì, fare video sui social non è solo una questione tecnica.
Non si tratta soltanto di scegliere l’inquadratura, sistemare il telefono, trovare un buon audio o imparare a montare un reel.

Fare video significa farsi vedere.

E questa, per molte persone, è la parte più difficile.

La paura di esporsi è normale

Quando iniziamo a fare video, spesso non abbiamo paura solo della videocamera.

Abbiamo paura dello sguardo degli altri.
Di sembrare stupidi.
Di non essere abbastanza bravi.
Di parlare male.
Di essere giudicati da clienti, colleghi, amici, conoscenti.

E allora rimandiamo.

“Lo farò quando sarò più preparato.”
“Lo farò quando avrò perso l’imbarazzo.”
“Lo farò quando avrò un’idea davvero interessante.”
“Lo farò quando avrò più tempo.”

Il problema è che quel momento… quasi sempre, non arriva.

O meglio: arriva solo dopo aver iniziato.

Non si migliora pensando ai video. Si migliora facendoli

Si migliora solo allenandosi.

Video dopo video, qualcosa cambia.

Imparate a guardarvi con meno severità.
Imparate a parlare in modo più naturale.
Imparate a capire cosa funziona per voi.
Imparate a essere più sintetici, più chiari, più presenti.

All’inizio magari vi riguardate e pensate: “Oddio, ma sono davvero io?”

Sì. Siete voi.

Ma siete anche all’inizio del percorso.
E nessuno diventa credibile, sciolto e naturale senza attraversare una fase un po’ goffa.

Anche io ci sono passata.

Quando ho iniziato, non mi sentivo affatto naturale davanti alla videocamera. Anzi. Mi sentivo esposta, imperfetta, vulnerabile. La differenza non l’ha fatta l’assenza di paura. La differenza l’ha fatta il fatto che non ho smesso.

La credibilità non nasce dalla perfezione

Questo è un tema che affronto anche nel mio libro Social Spark: da invisibili a credibili (disponibile su Amazon).

Perché sui social, soprattutto se siete professionisti, consulenti o imprenditori, il punto non è diventare perfetti. Il punto è diventare riconoscibili.
Autentici.
Coerenti.
Credibili.

Le persone non hanno bisogno di vedere una versione patinata, artificiale e impeccabile di voi. Hanno bisogno di capire chi siete, come ragionate, come comunicate, che approccio avete al vostro lavoro.

La credibilità nasce quando chi vi segue inizia a riconoscervi.
Quando sente che dietro un profilo non c’è solo un servizio, ma una persona.
Quando comincia a fidarsi non solo di quello che dite, ma anche di come lo dite.

E i video, in questo, hanno una forza enorme.

Perché portano voce, espressione, presenza, energia.
Tutte cose che un post scritto può raccontare, ma un video fa percepire in modo molto più immediato.

E l’intelligenza artificiale?

Oggi l’intelligenza artificiale può fare moltissimo.

Può aiutarci a scrivere un testo.
Può suggerirci idee.
Può migliorare una scaletta.
Può persino generare video molto realistici.

Ma c’è una domanda importante da farci: a quale prezzo?

Se usiamo l’AI per organizzarci meglio, prepararci, trovare le parole giuste o semplificare il lavoro, benissimo.

Ma se la usiamo per nasconderci completamente, per sostituire la nostra voce, il nostro volto, la nostra presenza, allora rischiamo di perdere proprio l’elemento più prezioso: la relazione umana.

E sui social, alla fine, la fiducia nasce ancora lì.

Da una persona che si espone.
Da una voce riconoscibile.
Da una presenza coerente.
Da qualcuno che decide di esserci.

Il primo video non deve essere bello. Deve esistere.

Durante l’evento Girl Power, organizzato da Marta Elle Official a Milano, ho avuto la possibilità di presentare il mio libro e parlare proprio di questo: comunicazione, social, intelligenza artificiale e paura di esporsi.

E mentre lo raccontavo, mi sono resa conto ancora una volta di quanto questo tema tocchi tantissime persone.

Perché non è solo “fare un reel”.
È superare una soglia.

È decidere che il vostro messaggio vale più del vostro imbarazzo.
È accettare che all’inizio non sarete perfetti.
È permettervi di imparare mentre fate.

Il primo video non deve essere bellissimo.
Non deve essere virale.
Non deve essere memorabile.

Deve esistere.

Perché da lì si parte.

Non aspettate di sentirvi pronti

Se aspettate di non avere più paura, probabilmente non inizierete mai.

La paura si riduce facendo.
L’imbarazzo si scioglie con l’abitudine.
La sicurezza arriva dopo, non prima.

Quindi iniziate con qualcosa di semplice.

Un pensiero breve.
Una risposta a una domanda frequente.
Un consiglio utile per i vostri clienti.
Un dietro le quinte del vostro lavoro.
Una riflessione autentica su un tema che conoscete bene.

Non serve strafare. Serve esserci.

Perché, come ripeto sempre, “devi metterci la faccia se vuoi essere credibile sui social”.

E questo non significa diventare qualcun altro.
Significa permettere agli altri di conoscervi davvero.

E se avete bisogno di aiuto, scrivetemi!

Da invisibile a credibile: donne, valore e presenza online. Workshop.

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