25 anni di lavoro nella comunicazione digitale: è il momento di celebrarli!

25 anni di lavoro nella comunicazione digitale: è il momento di celebrarli!

Ci sono ricorrenze che passano sotto silenzio.
Non perché non siano importanti, ma perché siamo talmente abituati a guardare avanti che ci dimentichiamo di fermarci un attimo.

LinkedIn ci invita a festeggiare gli “anniversari lavorativi”.
Io, quest’anno, non ci avevo fatto caso.
Poi una mia allieva mi ha chiesto un consiglio su come celebrare i suoi…
e lì mi si è accesa la lampadina 💡

A novembre ho compiuto 25 anni di lavoro nella comunicazione digitale.
Venticinque.
Dirlo ad alta voce fa un certo effetto.

Quando ho iniziato, il digitale era un’altra storia

Quando ho mosso i primi passi in questo mondo:

  • Google non esisteva ancora

  • i siti web si scrivevano a mano

  • i social… non erano nemmeno un’idea lontana

In questi 25 anni ho visto nascere strumenti, piattaforme, mode.
Alcune sono diventate giganti.
Altre sono state solo meteore.

Il digitale è cambiato velocemente.
Io anche.

A un certo punto ho capito una cosa fondamentale:
non potevo inseguire tutto.

Ho scelto di fare una cosa diversa: capire in cosa mi distinguevo davvero e soprattutto in cosa potevo fare la differenza per le persone (e non solo per gli algoritmi).

È stata una scelta fatta sul campo, con l’esperienza.
A volte con lucidità.
Altre volte sbagliando.
Ma sempre imparando.

Una cosa che ho imparato (davvero)

In questi 25 anni ho imparato una lezione che vale più di tutte: non esistono limiti reali a quello che posso fare, se non quelli che mi sono imposta da sola.

Non avrei mai immaginato di essere in grado di scrivere un libro (anzi due).
Di avere una mia trasmissione radio.
Di diventare un punto di riferimento per tante persone nel mondo della comunicazione, della formazione, del referral marketing.

Non perché fossi incapace prima.
Semplicemente… nemmeno lo sapevo.

Certi orizzonti li vediamo solo quando iniziamo a camminare.

Ho scelto un lavoro che mi ha permesso di muovermi, crescere, cambiare pelle più volte.
Un lavoro che mi ha dato libertà, responsabilità, soddisfazioni.

Ma soprattutto mi ha permesso una cosa per me fondamentale:
vivere il lavoro come una passione, senza perdere di vista le persone che per me contano davvero.

Non ho mai fatto nessun altro lavoro in vita mia.
Uso la tecnologia.
Comunico.
Racconto.
Aiuto gli altri a farlo meglio, con più consapevolezza.

Di quei primi anni non c’è quasi traccia

Dei miei primi anni lavorativi non ci sono molte tracce.
Non c’erano smartphone.
Non ci si facevano i selfie.
Non c’era l’abitudine di documentare tutto, tantomeno il dietro le quinte.

C’erano incontri con i clienti.
Appunti, quaderni, libri sottolineati.
Ore passate a imparare.
Tentativi.
Errori.
Nuovi inizi.

Forse è anche per questo che oggi credo così tanto nel valore della consapevolezza, delle scelte fatte con intenzione, dei percorsi costruiti passo dopo passo.

Il resto lo sto ancora scrivendo

Questo articolo (e le foto che lo accompagnano) è un piccolo fermo immagine.
Non un punto di arrivo.

Il resto… lo sto ancora scrivendo.

Grazie a chi c’è stato.
A chi c’è.
E a chi arriverà.

Il bello, secondo me, deve ancora venire 💫

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